INFO

 

Orari di apertura fino al 31/01/19

Da Martedì a Venerdì: 9.00-12.30  14.00-17.00

Sabato: 9.30-12.30    15.00-18.00

Domenica :  15-18


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Dal 1 febbraio 2019 orario ridotto

Da Martedì a Venerdì 9.00-12.30  14.00-17.00

Sabato (solo mattina) 9.30-12.30

Domenica (solo I e III di ogni mese) 15.00-18.00

 

 

 

Museo africano

Vicolo Pozzo 1, 37129 Verona   (AMPIO PARCHEGGIO INTERNO)

Tel. +39 045/8092199-100

info@museoafricano.org

comunicazione@museoafricano.org

 

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Fondazione Nigrizia Onlus

IL CANTICO DELLE CREATURE

IL CANTICO DELLE CREATURE
Animali e uomini nella scultura africana

Opere della Collezione Fabrizio Corsi
13 ottobre 2007 - 25 maggio 2008


Una grande mostra dedicata agli animali e all’uomo, con le opere del collezionista Fabrizio Corsi.  Il Museo africano di Verona persegue nuovamente l’obbiettivo di avvicinare i cittadini veronesi ad una conoscenza approfondita e consapevole dell’Africa. Con questa mostra temporanea sarà possibile coinvolgere non soltanto i bambini, dato l’interesse che il regno animale suscita in loro, ma anche tutti coloro che vogliono apprezzare la simbologia della cultura materiale africana. Dalla rappresentazione antropologica l’orizzonte si allarga alla dimensione zoologica descrivendo l’incontro e l’integrazione tra il mondo umano ed animale nell’arte tradizionale.  Attraverso la rappresentazione artistica di animali tipici, si avrà l’occasione di incontrare le espressioni culturali più profonde di un’arte primitiva, dove ogni oggetto, ogni gesto, ogni riferimento sono sacri. Per le scolaresche che sceglieranno di visitare la mostra e prendere parte ai laboratori ad essa collegati, il percorso aiuterà a rendere più concreto ed efficace il processo di integrazione culturale predisposto dal programma educativo delle singole scuole.
Il percorso di visita inizia con una frase tratta dal romanzo “Ebano” di Richard Kapucinski.
“… gli africani si sentono responsabili della storia del proprio popolo. Sono essi a conservarla e svilupparla.  La storia in Africa, libera dal peso degli archivi e dal rigore dei dati, raggiunge la sua forma più pura e cristallina: quella del mito” La scritta invade il campo di un grande baobab disegnato sulla parete, albero simbolo, in Africa, della trasmissione orale del sapere.
Sono tre le sculture di uomini che accolgono il visitatore, due antenati, e un cacciatore. Rappresentano il legame ancestrale dell’uomo con l’animale, e danno l’avvio all’esposizione delle sculture di singoli animali:
 
- uccelli
- scimmia
- gorilla
- elefante
- ippopotamo
- tartaruga
- coccodrillo
- ramarro
- camaleonte
- pangolino
- ragno
- bufalo e toro
- antilope
- leone
- leopardo
- iena
 
Si prosegue con le combinazioni di animali, arrivando alla parte finale dove l’uomo e l’animale si ritrovano. Il percorso si apprezza soltanto sapendolo inserire nella cornice armoniosa e sacrale che nelle culture tradizionali  unisce in modo inscindibile cosmo, natura, mondo animale e esseri umani.
“I neri, nello stabilire una scala di valore fra gli animali, non hanno tenuto conto delle peculiarità fisiche, ma piuttosto delle caratteristiche riportabili al loro ordine religioso. I criteri di scelta degli animali eletti sono un’ulteriore conferma della visione mistica che permea in profondità la cultura africana. Un’occasione per innalzare gli animali più umili, unirli al coro degli esseri più vistosi, formando un Cantico delle creature.”  (F. Corsi)

FABRIZIO CORSI è nato a Pesaro. Ha lavorato per oltre 20 anni come corrispondente della FAO in Africa. Grande conoscitore, divulgatore, e restauratore delle sue stesse opere, ha organizzato una ventina di mostre in diverse città italiane, al fine di avvicinare ed appassionare il pubblico all’arte africana. Ha avuto occasione di collaborare inoltre, con alcuni Istituti di scuola superiore, organizzando insieme agli stessi studenti delle mostre monografiche a supporto dell’ attività scolastica.